Passa ai contenuti principali

Come combattere la fame improvvisa?

ORE 11.... NON CI VEDO Più DALLA FAME! Questa mattina mi viene in soccorso una nota pubblicità....avete presente quelle giornate in cui non ci fermiamo un attimo, mille impegni, colazione....boh? e ad un certo punto, proprio come succede nella pubblicità, si sente quel buco allo stomaco e non abbiamo più l'attenzione necessaria per continuare a svolgere le nostre attività? Bene, è arrivato il momento di fermarsi un attimo.....non solo per mangiare una brioche.....fermarsi per riflettere!
Riflettere sui segnali che il nostro corpo ci manda, su quello di cui abbiamo bisogno in quel momento, sul nostro stile di vita....e non ultimo su ciò che mangiamo! Il "non ci vedo più dalla fame" del titolo è un classico esempio di come, alle volte, non diamo importanza a cosa ci sta succedendo...e siccome siamo impegnate, siccome siamo a dieta, siccome ci hanno detto che mangiare fuori pasto fa ingrassare...tiriamo avanti fino a sera....fino a quando poi, ci sediamo a tavola e mangiamo tutto quello che ci capita a tiro!

Incominciamo allora a chiarire un paio di concetti: ma chi l'ha detto che mangiare fuori pasto fa ingrassare? Certo, mangiare un cosciotto di pollo piuttosto che uno spaghetto alla carbonara alla pausa caffè, potrebbe risultare un tantino pesante, oltre che poco pratico! Ma, nel momento in cui lo stomaco comincia a brontolare, anziché far finta di niente, optiamo per un sano spuntino, da fare a metà mattinata, quando ormai la nostra attenzione comincia a calare, e a metà pomeriggio, quando ci serve lo sprint finale per arrivare a sera.
Perché così, oltre che placare la fame, abbiamo anche "speso" cinque minuti per ascoltare il nostro corpo, per ritrovare le energie, per prenderci cura di noi, e, dunque, abbiamo compreso il concetto di "mangiare sano"!

Ma dobbiamo anche chiederci qual è lo spuntino ideale! Innanzi tutto né abbondante né, al contrario, troppo esiguo....altrimenti, nel primo caso rischieremmo di compromettere l'appetito per il pasto successivo (pranzo o cena che sia); nel secondo, invece, ci troveremmo a fare i conti con la fame neanche un'ora dopo, e al momento del pasto principale avremmo tanta fame e tanta voglia di cose buone!

Nutriente, poco calorico e che non appesantisca!
Ecco come deve essere il nostro break! Per cui non me ne vogliate, ma la brioche che pubblicizzano in TV non ha niente di tutto questo! Meglio preferire un buon frutto, uno yogurt, anche un succo di frutta, un paio di cracker, o al massimo qualche biscotto secco....ma non proprio le brioche che sono ricche di grassi e soprattutto sono così piccole e appetitose che è facilissimo fare il bis e, quindi, comportano un introito calorico eccessivo per un semplice spuntino!
Da oggi, perciò, nella nostra borsa, oltre all'immancabile bottiglietta di acqua (perché c'è, vero?), infiliamoci qualcosa anche per il nostro stomaco....e così non vedremo più tutto nero!

Commenti

Post popolari in questo blog

Cosa significa la sigla RDA?

" Dose giornaliera raccomandata " o RDA (Recommended Daily Allowance), è un termine usato dalla National Academy of Sciences (NAS) per fare riferimento alla dose giornaliera raccomandata di nutrienti come la vitamina C, zinco, o proteine che deve essere seguita dalle persone in salute. In dettaglio l'RDA è definito come "il livello medio di assunzione giornaliera che è sufficiente a soddisfare le esigenze nutrizionali di quasi tutti (circa il 98 per cento) gli individui sani". Va sottolineato che la RDA è diversa a seconda dell'età e del genere (maschile e femminile), oltre che variabile a seconda delle condizioni climatiche, delle differenti abitudini alimentari e di altri fattori ancora[1] (la RDA che si trova sulle confezioni dei vari prodotti si riferisce infatti ad una donna adulta in buono stato di salute, moderatamente attiva e che consuma 2000 kcal al giorno[2]) Le principali malattie direttamente legate a carenze vitaminiche sono lo scorbut...

Il sale ed il suo ruolo nella dieta

E’ da sempre risaputo che il sale “fa male” !!! Fa alzare la pressione, fa venire la cellulite, può aumentare il rischio di osteoporosi (perché per eliminare il sale, viene eliminato anche il calcio), sovraccarica i nostri reni che sono chiamati a svolgere un compito extra per eliminare tutto il quantitativo “enorme” che noi ingeriamo. Tutti sanno che bisognerebbe usare poco sale, non eccedere con i prodotti a lunga conservazione, poiché contengono sale come conservante, e che addirittura, anche se non lo aggiungessimo ai cibi che prepariamo, ne assumeremmo comunque una quantità sufficiente al nostro fabbisogno. Ma tutto questo dipende dal tipo di sale che usiamo!  Eh si, perché pochi sanno che quello che arriva sulle nostre tavole altro non è che cloruro di sodio, che non ha niente a che vedere con il sale originario, quello indispensabile alla vita. Attraverso processi chimici viene “ripulito” e i minerali e gli oligoelementi, che lo compongono, eliminati perché considerat...